"La verità è una terra senza sentieri". L'uomo non può raggiungerla attraverso nessuna organizzazione, credo, dogma, clero, o rituali, né attraverso lo studio filosofico, o le tecniche psicologiche. Deve trovarla attraverso lo specchio dei rapporti, attraverso il riconoscimento dei contenuti della propria mente e l'osservazione, e non mediante l'analisi intellettuale o la dissezione introspettiva. Gli uomini hanno costruito in se stessi le immagini della propria sicurezza, religiose, politiche e personali, che si esprimono come simboli idee e credenze. Il loro peso domina il pensiero, i rapporti, la vita quotidiana dell'uomo. Sono la causa dei nostri problemi, perché in qualunque rapporto dividono le persone. La nostra percezione è modellata dai concetti già formati nella mente. Il contenuto della nostra coscienza è la coscienza stessa, ed è comune a tutta l'umanità. La personalità consiste soltanto nel nome, nella forma e nella cultura ricavata dall'ambiente. La specificità dell'individuo non sta nei fattori superficiali, ma nella totale libertà dal contenuto della coscienza. La libertà non è una reazione, la libertà non è una scelta. E' una pretesa umana pensare che la possibilità di scelta sia libertà. La libertà è pura osservazione senza movente; la libertà non si situa alla fine dell'evoluzione umana, ma nel primo momento della sua esistenza. L'osservazione porta a scoprire la mancanza di libertà. La libertà risiede nella consapevolezza priva di scelta della vita quotidiana. Il pensiero è tempo. Il pensiero nasce dalle esperienze e dalle conoscenze, che sono inseparabili dal tempo. Il tempo è il nemico psicologico dell'uomo. Il nostro agire si basa sul conosciuto e quindi sul tempo, e così l'uomo è continuamente schiavo del passato. Diventando consapevoli del movimento della coscienza, possiamo osservare la divisione tra il pensatore e il pensiero, tra osservatore e osservato, tra il soggetto dell'esperienza e l'esperienza. Scopriremo che questa divisione è illusoria. Allora rimane la pura osservazione, che è intuizione senza residuo del passato. L'intuizione priva di tempo induce un profondo e radicale cambiamento nella mente. La negazione totale è l'essenza della positività. Dove c'è negazione di tutto ciò che non è amore (cioè desiderio e piacere), allora c'è amore, con la sua compassione e intelligenza.

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mercoledì, 23 maggio 2007

Si parlava con M, amico con cui stiamo proponendo i recenti reading, di scrittura. In particolare di scritti pesanti e leggeri. Io scrivo pesante, scrivo parole dal peso specifico notevole. Non sto parlando di qualità – l’elemento più opinabile e soggettivo-, ma di attribuzione di significato e significante. Cosa significa “scrivere pesante?” Mi è stato chiesto di scrivere un racconto che avesse come tema Venezia e il cibo. C’ho pensato, e l’unico nesso che mi è venuto in mente nel poco tempo avuto a disposizione, è stato un racconto che parla di un padre che va a trovare la figlia ricoverata in ospedale per anoressia. C’è un tragitto a Venezia, qualche rimando al cibo. Il committente ha letta la bozza e ha più o meno detto che l’argomento c’entra, ma rimane sullo sfondo, e che è un racconto un po’ pesante. Siccome si dovrà leggerlo una sera d’estate, teme si possa rovinare il clima leggero che comunemente ci si immagina aleggiare in una serata in cui l’argomento per cui si presenzia è il cibo. Questo è quel che penso io; lui non l’ha detto. A tal proposito gli ho chiesto di dirmi con franchezza quel che pensa a riguardo. Richiesta, la mia, a dire il vero forse un po’ troppo fuori luogo. Come potrebbe dirmi che non gi piace, anche fosse? Che già farà caldo- il caldo umido di Venezia sa essere vigliaccamente efficace nel tagliare gambe-, e anche per questo, a maggior ragione, gli risulta difficile pensare mi si ascolti leggere parole che fan venire due palle così! E anche questo lui non lo dice. Lo penso io, da dilettante impegnato. Un mio caro amico, convinto delle mie doti, da anni cerca di convincermi a scrivere un romanzo. Lo vedrebbe bene in stile anglosassone, inglese in particolare – vive appena fuori Londra -, di cui legge e apprezza i romanzi . Un genere che amalgami storie attuali e magari anche pesanti – mi vuol bene, è disposto a venirmi incontro – con quello stile leggero, che amo anch’io, che li contraddistingue per leggerezza e ironia mai sopra le righe. Da altrettanti anni gli spiego che mi piacerebbe, ma che non ne sono capace. Che la mia misura è il racconto perché ho il fiato corto. Che le mie storie sono concentrate, che i miei pensieri sono un po’ stitici e che non vedono che poche pagine per essere raccontati. Mica si è arreso. L’altra sera mi chiama e mi annuncia che sta per scrivere un libro, raccontandomi la trama: è una sua vecchia idea, che mi piace molto, e lo sa, con cui mi aveva tentato un paio d’anni fa e che io non ho concretizzato. Il suo tono, avevo l’impressione, mi sembrava quello di chi sta offrendo all’altro un’idea che di suo funziona e che ha bisogno solo di un po’ di mestiere per essere sviluppata. Torno all’inizio del discorso: cos’è una scrittura pesante? L’idea che ho maturata è che pesante possa essere l’argomento. L’unico argomento di cui so scrivere- e ribadisco: senza attribuire a ciò alcun giudizio positivo o negativo-, riguarda la condizione umana nei diversi frangenti di vita. In particolare, quel che succede dentro, in un qualsiasi contesto. Sono uno che scrive cose che fanno due palle così. Ma non ho scelta: non so fare altro che scrivere così. Per ora. Scrivere l’elogio alla pesantezza.

Postato da: swcpd a 19:21 | link | commenti (2)
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Commenti
#1    28 Maggio 2007 - 10:33
 
con quella foto lì
non puoi essere pesante come dici.
non legare le palle alla catena: scatena.
e a volte certi maledetti amici
hanno ben donde di (a?) stuzzicare.
non lasciar perdere, rilancia.
venezia e il cibo dài, ne hai altre settemila. ammetto e accetto che quella era già pronta
ma i preconfezionati non piacciono neanche a te.
affonda venezia con tutti i filistei :D

afa
e tempo pazzerello
non si lavora
ma si suda uguale.

rodo
utente anonimo

#2    28 Maggio 2007 - 19:55
 
caro rodo, l'amico lo conosci, e il preconfezionato lo lascio ai professionisti del niente ben scritto.
per ora, dilettantismo dal peso specifico abbondante.
qui pioggia, vento, freddo.
vorrà dire che si dorme.
grazie
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